DND


 

 

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Questo cartello da oggi diventerà un vero e proprio simbolo di riconoscimento per tutti coloro che si battono per difendere i diritti delle donne di tutto il mondo.
L’idea del logo nasce dal voler creare qualcosa di immediatamente visibile e di impatto emotivo forte, che però non fosse subito riconducibile al tema trattato.
Questo logo è per porre un fermo, per dire basta, per dare un fiero avviso che ormai non si sta più a guardare o a sperare, ma si prende in mano la situazione attivamente e personalmente.

Cosa vuol dire quindi DND ?

Significa letteralmente DO NOT DISTURB!
Ed è rivolto a tutti coloro che esercitano violenza su una donna! Una violenza che non necessariamente deve essere fisica, ma anche psicologica, lavorativa, economica, culturale….
Non è assolutamente un invito a non disturbare, ma vuole essere un imperativo, se non addirittura una minaccia!
TU NON MI DEVI DISTURBARE!
TU NON HAI DIRITTO DI DISTURBARMI!
TU NON MI PUOI PIÙ DISTURBARE!
Questo simbolo diventerà un paladino di giustizia in Italia e nel mondo e quando lo diventerà sarà merito di tutti coloro che ci hanno creduto, che hanno lottato per cambiare le cose, che lo hanno sostenuto, che lo hanno condiviso, che lo hanno finanziato.
Allora cosa aspetti? Credici anche tu!
Iniziamo oggi proprio da qui! Facciamoci vedere!
DND!


DND: l’arte contro la violenza
di Marco Grilli
Storico e Critico d’Arte

 

Essere donna è così affascinante. È un’avventura che richiede un tale coraggio, una sfida, che non finisce mai. (Oriana Fallaci)

La tematica femminile nel mondo dell’arte è da sempre portata avanti con dovizia di particolari, rappresentando ora l’arte stessa, ora la pittura, ora la propria musa ispiratrice finanche la pura essenza della bellezza.
Una bellezza che non svanisce nel tempo anzi trova nuova linfa vitale all’interno della concezione artistica del suo “creatore” che di pennellata in pennellata, di modellazione in modellazione viene perseguita con lungimiranza e determinazione dall’artista stesso.
Una tematica quella della donna, appunto, tanto cara agli artisti e ancora oggi al centro della cronaca per i terribili fatti che portano la violenza sulle donne a dominare i nostri giornali e le nostre orrende pagine di cronaca nera.
E’ per questo motivo che l’arte arriva, come può, in soccorso della sua stessa musa, della sua stessa fonte di ispirazione. Il progetto promosso da Paola Rabai e da Claudio Caporaso, infatti, è una denuncia sociale che attraverso l’arte porta alla ribalta una tematica viva che necessita di un intervento preventivo, al fine di destare il torpore dell’umanità avviando un processo rigenerativo di tutela e protezione delle donne vittime di tali orrori.
Ecco allora come si innesta al meglio l’operato artistico di Claudio Caporaso, un artista che ha saputo fare della scultura, e più in generale dell’arte, la sua massima e più intima forma di espressione, vera e sincera perché non celata dalla ragione.
Caporaso racchiude in sé una grande forza espressiva che ben si allinea con la capacità tecnica, fondamentale per il perseguimento dello scopo primario: comunicare, emozionare, stupire.
La sua maestria nel lavorare anzi nel plasmare la materia secondo la sua forma mentis non ha eguali: le sculture si fanno ora più classiche e ricercate, ora più visionarie quasi fantasy, finanche liberatorie, come un grido di quel sentimento nascosto dietro alla maschera della ragione che cerca di liberarsi dalle sue catene, dalla sua stessa materia per proiettarsi verso l’infinito mondo delle passioni emotive. Le opere di denuncia sociale contro la violenza sulle donne e contro la tirannia maschile nei loro confronti rappresentano un grido di dolore dell’umanità, che tenta di liberarsi dal dominio del terrore per tornare a splendere e sorridere al mondo.
Essere artista oggi significa proprio questo: dare libero sfogo al proprio genio creativo che dopo essersi formato secondo gli antichi canoni è capace di creare nuova arte, rinnovandone il linguaggio che in fondo riporta sempre alla concezione primordiale dell’artista.


Claudio Caporaso.

Lo scultore PROWOMEN

In un periodo storico in cui la donna osserva sempre di più il venire meno dei suoi diritti e della sua libertà faticosamente raggiunta nel XX secolo, Claudio Caporaso, lo scultore delle donne ormai noto al grande pubblico e alla critica, ha deciso di prom uovere il progetto DND DO NOT DISTURBper sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema femminile e per fermare questa incurante ondata di regressione dei diritti e di violenza psicologica e fisica sul gentil sesso. Grazie ad una mostra itinerante che toc cherà diverse città italiane ed europee, Claudio Caporaso esporrà dieci sculture bronzee dove dieci donne sono brutalmente legate ed incatenate ad una grande mano che simboleggia il potere e la forza maschile. A queste dieci opere, l’artista eseguirà poi a ltrettante dieci sculture dette Opere madri che, divenendo opere pubbliche o monumenti, serviranno per la raccolta fondi da donare alle Associazioni che si battono per i diritti della donna. Delle dieci figure femminili presentate solo una non combatterà c ontro il suo carnefice per la sua libertà anzi, rimarrà seduta, passiva, calma e composta sulla grande mano aperta che non la trattiene: è lei stessa che ha deciso di rimanere legata forse perché è in attesa del suo salvatore o forse perché la comodità del la sua situazione non le sta stretta come alle altre donne che invece si dimenano incalzanti, si agitano proprio per spezzare quelle odiose catene, mostrando in tal modo un grande pathos la sua produzione, l’artista non di movimenti ritmici. Come in tutta è comparabile ad altri scultori contemporanei e così, grazie alla sua precisa ed attenta tecnica e al suo bagaglio culturale, è in grado di rendere la linea delle forme pulita ed anatomicamente corretta, una linea naturalistica e sensuale in cui tutta la f emminilità del corpo viene esaltata con grande efficacia espressiva ed evocativa in una costante ricerca del dinamismo spaziale.

Dicembre 2019

Dott.ssa Elisa Manzoni

Storico e critico dell’arte