Cosa penso

Col passare delle varie epoche storiche, ogni cultura, ha dato una diversa interpretazione dell’espressione artistica derivante da uno stretto legame con il suo fruitore, predisponendo il pubblico e la critica ad un approccio molto personale dell’arte.

Oggi noi, dopo aver respirato e integrato questi aspetti, li inseriamo in modo automatico all’interno delle nostre opere, così che queste siano fruibili e decifrabile da chiunque.

Insomma un’Opera d’Arte deve essere comprensibile sotto tutti i punti di vista possibili.

Deve essere bella per tutti, deve esprimere sensazioni ed emozioni indistintamente per chiunque la osservi, deve essere perfetta in ogni sua parte, sia sul piano materiale che concettuale e deve racchiudere al suo interno ogni tipo di materia o pensiero conosciuto dall’uomo, mostrando anche chiaramente il pensiero filosofico dell’Artista che l’ha concepita.

Pertanto un’Opera d’Arte si deve misurare, giudicare e valutare, non su uno soltanto di questi aspetti, come avviene normalmente nella nostra epoca, ma sulla quantità di elementi contenuti al proprio interno, per poterla elevare dal piano più basso a quello universale, in pratica “all’Opera d’Arte”.

Quello che voglio esprimere è forse più comprensibile da capire se proviamo a notare ciò che divide l’Artigianato dall’Arte.

Quando si arriva a concepire un oggetto estremamente bello,di eccellente manifattura, e questo oggetto supera i suoi aspetti più concreti grazie ad elementi fondamentali come la fantasia, il linguaggio poetico e l’espressività, allora esso può essere, a ragione, definito “Opera d’Arte”.

Bisogna valutare “Arte” tutto quello che racchiude ed esprime in modo magistrale un concetto, una filosofia, un pensiero, dai secoli dei secoli fino ad oggi.