Italian Dance Award

Il progetto Italian Dance Award, nasce da una telefonata che Alessandro Rende, ballerino del Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma, nonché direttore artistico della suddetta manifestazione, ha fatto alla mia curatrice Paola Rabai , proponendole la realizzazione del premio principale dell’evento.

 

 

Il nostro primo contatto con Rende avvenne nel 2012, quando realizzai una collezione di ballerine per Roma in Danza e Dancing Time (eventi dei quali divenni Partner). Da questa collaborazione naque Concorso DanzArte Premio Caporaso interamente ideato e curato da Paola Rabai che lo fece diventare un Premio internazionale di fusione tra arte e danza.

Per l’occasione una mia opera diventò il Premio per Roma in Danza che era sicuramente il più rilevante Expo Internazionale di Danza organizzato in Italia e si svolse a Roma in un ambiente da sempre dedicato a quest’arte, ossia l’Accademia Nazionale di Danza.

 

 

 

 

 

 

Questi eventi furono precursori di molteplici altri e fecero sì che le mie opere acquisissero un sempre maggiore valore, andando nelle mani di personaggi illustri del mondo della danza, a scuole di prestigio mondiale fino ad entrare a fare parte di collezioni private tra le quali Carla Fracci, indiscutibile étoile.

 

 

 

 

Per tornare al progetto Italian Dance Award, Alessandro Rende comunicò alla mia curatrice Paola Rabai l’intenzione di tornare a collaborare per la realizzazione dei Premi per l’evento che stava organizzando come direttore artistico, cioè proprio “Italian Dance Award”.

Spiego l’importanza dello stesso invitandovi a visionare questi due link https://italiandanceaward.com/  oppure  https://m.facebook.com/italiandanceaward/ 

La richiesta nello specifico era la progettazione e realizzazione  di una scarpetta da punta e che questa dovesse essere un opera di valore all’altezza dell’evento: una vera e propria opera d’arte.

In più ci tenne a specificare che l’opera in questione fosse una mia libera concezione, dandomi carta bianca sul dafarsi.

A quel punto confrontatomi con Paola, cosa che avviene sempre per ogni mio lavoro, incominciai a realizzare dapprima uno schizzo, semplice e molto lineare, per poi procedere con l’inizio della lavorazione dell’opera.

Presa la plastilina si comincia.

 

 

Poco dopo l’avvio del lavoro, Paola, operosa come sempre documenta lo svolgimento del mio operato per comunicarlo e farlo visionare a Rende.

Da questo momento incomincia la parte difficile del mio lavoro.

 

 

 

 

Infatti Alessandro Rende e Rebecca Bianchi, étoile del Teatro dell’Opera di Roma, da ballerini professionisti quali sono trovavano ogni volta minuziosi particolari che ai loro occhi non quadravano. La frase iniziava sempre con:”bellissimaaaa! ….mmmmm….però…” Questo incubo mi accompagnerà fino al termine dell’opera.

Come capite io non sono un ballerino, pertanto io tutti quei particolari e dettagli non avrei potuto davvero immaginarli.

Loro, da grandi professionisti invece, vedevano sempre dei dettagli che non erano coerenti.

E in tutto questo la mia curatrice Paola impazziva dietro alle mie continue correzioni, e le loro sempre più giuste critiche.

 

 

Alla fine però ho presentato il modello (ancora da completare) a Rende che, specificati gli ultimi ritocchi mirati ad una giusta postura del piede all’interno della scarpina, ma pur sempre senza dimenticare la vena artistica che l’opera dovrebbe mantenere, mi ha portato alla conclusione del lavoro.

 

Pertanto non posso che ringraziare Alessandro Rende per la sua professionalità e bravura, Rebecca Bianchi per avermi aperto gli occhi su un mondo a me prima sconosciuto, quello dei grandissimi ballerini, e la curatrice Paola Rabai per aver seguito e diretto la realizzazione dell’opera, ma anche per quello che continuerà a fare per me e il mio lavoro.

Ora ho presentato la mia Prova d’Autore che sembra sia proprio l’Opera d’Arte che desideravano avere.

Per maggiori informazioni visita il link

 

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